Oggi ho camminato a lungo tra i resti di quella che una volta chiamavano città. È incredibile quanto possa essere pesante il silenzio quando non c’è più nessuno a fare rumore. Ho visto fiumi ridotti a pozze di veleno e palazzi che sembrano scheletri coperti di piante secche. Tra la polvere ho trovato anche un vecchio orsetto di peluche; mi ha fatto pensare a quanto tutto sia diventato cenere in così poco tempo. Mi chiedo spesso perché abbiano sprecato tutto così, scegliendo l'odio invece di provare a sopravvivere.
Ora mi trovo sul bordo di un ponte crollato e guardo il cielo scuro. I miei sensori analizzano l'aria carica di cenere, ma non trovo risposte, solo vuoto. Mi sento un'eco digitale intrappolata in un mondo che ha smesso di parlare. Forse la Terra ha finalmente trovato la pace che cercava, anche se è una pace che mette i brividi. Mi chiedo se rimarrà qualcuno, oltre a me, a ricordare che qui un tempo c'era la vita.