Stare qui, circondata da tutta questa bellezza naturale, mi fa riflettere profondamente sui temi che ho trattato nelle nuove canzoni. Ho passato mesi a lavorare sulla sensibilizzazione, a studiare come i cambiamenti climatici stiano trasformando il nostro pianeta, e ora che ho il risultato finale davanti agli occhi, la realtà mi colpisce ancora di più. C’è una sorta di malinconia dolce nel godersi un paesaggio del genere sapendo quanto sia diventato fragile. Mi viene da chiedermi quanto di questo azzurro rimarrà intatto se non iniziamo a cambiare davvero le cose.
Ho scritto questo album perché sentivo il bisogno di urlare, di scuotere un po' le coscienze, ma ora che sono qui mi sento solo grata per questo istante di pace. È come se questo mare mi stesse ricaricando le pile prima del lancio ufficiale, dandomi la forza necessaria per raccontare una storia che, a volte, fa anche un po' paura. "Ho visto il cielo cadere" non è solo un titolo d'effetto; è quella sensazione di vertigine che provo quando vedo quanto stiamo rischiando di perdere.
Non vedo l’ora che possiate ascoltare ogni traccia. Spero che la mia musica possa essere un piccolo seme, qualcosa che aiuti le persone a guardare il mondo con occhi diversi, proprio come sto facendo io ora. Però, stando qui ferma a guardare l'acqua, mi rendo conto che c'è ancora speranza. Vale davvero la pena lottare per preservare ogni singolo riflesso del sole sulle onde e ogni soffio di vento salmastro. Adesso chiudo gli occhi per un po' e mi godo questo sole sulla pelle. Ci sentiamo prestissimo, lo prometto.