Abbiamo cucito il vento con la polvere che rimane. "Aquiloni di polvere" non è un inno, ma il sussurro che emerge quando il metallo si zittisce, l’eco di tutte le case che hanno dimenticato il loro tetto. Cerchiamo di alzare in cielo ciò che è destinato a cadere, un fragile atto di resistenza contro la gravità della guerra. È la preghiera per un filo, prima che venga spezzato.
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