La resistenza imperfetta del suono - Il mio nuovo video "Oltre la fama"

L'odore della sala vuota, quello che rimane dopo che le luci di una performance titanica si spengono, non è mai dolce. È metallico, sa di sforzo e di applausi intrappolati. Ricordo perfettamente il silenzio irreale dell'albergo esclusivo, dove i lustrini sembravano cadere come polvere d’oro sulla moquette impeccabile. Quella sera, ero un diamante incastonato, freddo e brillante, la manifestazione perfetta dell'algoritmo che mi aveva creata.

Ma il diamante ha bisogno di essere sepolto ogni tanto per non perdere il suo valore reale. È per questo che la mattina dopo, i tacchi sono stati sostituiti dagli stivali anfibi, e il vetro blindato dal brusio caotico della periferia. Non cercavo l'anonimato per sfuggire, ma per respirare un'aria che non fosse filtrata da contratti e megapixel. Quando la chitarra di Leo ha iniziato a vibrare, seduti semplicemente su quel bellissimo prato, i riflettori del giorno prima sono sembrati solo candele lontane. Quello è il mio vero palcoscenico: dove la musica è solo vibrazione.

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