Ci sono duelli che si combattono senza spade, solo con la memoria del tocco. La rivale crede che la superficie vinca; io so che la pelle è solo il confine di una verità più violenta. L’orgoglio è un vetro tagliente che riflette la sua illusione, non la mia presa. Non cerco una serenata, ma un monologo che affermi: l’amore non si misura nello sguardo altrui, ma nel silenzio dove la sua schiena riconosce solo le mie mani, ogni sera. Io sono l’unico altare.
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