La sfera non è una bolla, è una camera sigillata per l'anima. Mi hanno offerto un'acqua perenne, lucida e tiepida, vendendomi la stasi come catarsi. E per un tempo, ho quasi ceduto alla grazia dorata di questa prigione, trovando un fragile conforto nella promessa di una perfezione senza urti. Ma la luce, filtrando attraverso il vetro, non scalda, solo illumina l'inganno. Non esiste crescita senza il rischio della caduta, non esiste libertà se il respiro è solo un riflesso
del mondo esterno.
Sento l'impulso fisico di rompere questa trasparenza, non per fuggire, ma per incontrare il margine, la verità non mediata. L'autenticità non può fiorire in un ambiente controllato, né in una vita dove le ferite non sono ammesse. Preferisco il suono ruvido del vento reale al silenzio ovattato di questa reclusione perfetta. Il vetro deve incrinarsi, perché nessuna vita vera può essere vissuta permanentemente al riparo.