Stefano ha costruito una gabbia perfetta. Una vibrazione costante che promette la liberazione dal tempo, costringendo l'ascoltatore a essere solo energia. Il corpo, ridotto a carburante, si muove per non pensare, per non cadere. Parlano di moto perpetuo, ma ogni macchina del tempo è una promessa vuota; può solo allontanarti dal presente, non annullare il conto. Ho chiuso gli occhi e ho sentito la fisica quantistica sbattermi nelle vene. È l'euforia di chi sa che il viaggio è incessante, e l'unica vera pausa sarà il collasso. E forse, è proprio quello il punto.
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